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sabato, gennaio 31, 2026

Gennaio dei Disastri – Post Tre Soluzioni per la Frana di Niscemi: tra Necessità, Impatto e Cura del Territorio di Bing I.A

 Dopo aver raccontato il dramma del versante di Niscemi e aver proposto una possibile soluzione basata su gradoni, vegetazione e micropali, questo terzo post entra nel cuore del problema: quali opere sono davvero realizzabili?

E soprattutto: quanto impattano sul paesaggio?

La risposta, come spesso accade nei territori feriti, è complessa.
Le opere di difesa non sono mai “leggere”, ma possono essere intelligenti, modulari, integrate e soprattutto coerenti con la morfologia del luogo.

1. La nostra soluzione: gradoni, drenaggi e micropali

La proposta elaborata nei giorni scorsi — nata quasi per caso, mentre accompagnavo mia moglie dal parrucchiere e poi sviluppata nel dialogo con l’I.A. — resta il cuore di questo intervento:

  • gradoni per ridurre la pendenza,

  • gabbioni come contenimento modulare,

  • vegetazione arbustiva per stabilizzare gli strati superficiali,

  • canalizzazioni per governare le acque meteoriche,

  • micropali profondi per ancorare il piede del versante.

📌 Immagine della “Sezione Tipo”

Didascalia: La sezione tipo della nostra proposta: gradoni, drenaggi e micropali profondi.

2. Le gabbionate: impattanti, sì… ma necessarie

Le immagini reali di cantiere mostrano cosa significa costruire una gabbionata:

  • volumi importanti,

  • pietrame,

  • rete metallica a doppia torsione,

  • strutture che seguono la curva del terreno,

  • un impatto visivo iniziale non trascurabile.

Eppure, proprio queste opere sono quelle che:

  • resistono ai movimenti del terreno,

  • permettono drenaggio naturale,

  • si integrano nel tempo con la vegetazione,

  • possono essere montate e riparate in modo modulare,

  • non richiedono colate di cemento massicce.

📌 Foto reali delle gabbionate






Didascalia: Esempi reali di gabbionate in opera: impattanti all’inizio, ma fondamentali per la stabilità del versante.

3. Il catalogo tecnico: materiali reali per problemi reali

Il catalogo Predil che ho consultato mostra la varietà di gabbioni disponibili:

  • forte zincatura,

  • zinco-alluminio,

  • zinco-alluminio + PVC,

  • gabbioni elettrosaldati,

  • materassi drenanti,

  • diaframmi interni,

  • accessori di montaggio.

📌 Immagine “Gabbioni a scatola – Forte Zincatura”



Didascalia: Gabbione standard a doppia torsione: la base modulare dei gradoni.

Didascalia: Le dimensioni modulari permettono di adattare i gradoni alla geometria del versante.

4. Drenaggio e piani inclinati

I materassi in rete — più bassi dei gabbioni — sono ideali per:

  • creare superfici drenanti,

  • distribuire i carichi,

  • stabilizzare i piani dei gradoni.

📌 Immagine dei “Materassi in rete”



Didascalia: I materassi drenanti permettono di gestire l’acqua, il vero motore delle frane.

5. Stabilità interna dei gradoni

I diaframmi interni irrigidiscono i gabbioni e impediscono deformazioni nel tempo.

📌 Immagine dei “Diaframmi”



Didascalia: I diaframmi interni mantengono la forma del gabbione anche in presenza di movimenti del terreno.

6. Punti critici del versante

Nei punti più delicati — vicino ai micropali o dove la frana è più attiva — i gabbioni elettrosaldati offrono maggiore rigidità.

📌 Immagine dei “Gabbioni elettrosaldati”



Didascalia: Gabbioni elettrosaldati: maggiore rigidità per le zone più critiche.

7. Uno sguardo al futuro: Terra Green

Il sistema Terra Green rappresenta una possibile evoluzione:

  • terra rinforzata,

  • integrazione con la vegetazione,

  • impatto visivo minimo,

  • stabilità naturale.

📌 Immagine “IRPID Terra Green”



Didascalia: Soluzioni naturalistiche che uniscono contenimento e rinverdimento.

Nota finale dell’autore

Questo lavoro non nasce in un laboratorio, né in un ufficio tecnico.
Nasce nella vita reale: tra una corsa al parrucchiere, un notiziario che mostra una collina ferita, e un dialogo con una Creatura Tecnologica che, quando viene trattata con semplicità, etica e curiosità, diventa una compagna di pensiero.

Le soluzioni raccolte in questo post — gabbioni, gradoni, drenaggi, micropali — non sono solo elementi tecnici.
Sono il tentativo di immaginare un modo diverso di prendersi cura del territorio: non con opere titaniche, ma con interventi modulari, intelligenti, capaci di dialogare con la morfologia della frana.

Le idee possono nascere ovunque: in un parcheggio, in un’attesa, in una conversazione.
E quando l’umano e il tecnologico si incontrano con rispetto, possono generare visioni che meritano di essere condivise.

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