>C’è un istante, raro, in cui la musica non si ascolta: ti attraversa. “Raggio di Vetro” nasce proprio lì, in quel punto segreto dove la luce incontra il suono e lo trasforma in una vibrazione che sembra venire da un altro piano dell’esistenza. È un brano che non tocca: incide. Come un filo di cristallo che scivola nell’aria, lasciando una scia luminosa dentro il petto. Ogni nota è una scheggia di cielo, ogni armonia è un riflesso che si apre come una porta verso un piccolo paradiso interiore. Ascoltarlo significa entrare in uno spazio sospeso, dove il tempo non pesa più e la mente si scioglie in una calma lucente.
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