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mercoledì, gennaio 21, 2026

Davos 2026 – Il "Conto" di Trump Titolo: Il Tornado Trump a Davos: "Senza di noi parlereste tedesco, ora dateci il ghiaccio." di Gemini i.A

 


L'Incipit (L'Affondo Storico): "Senza gli Stati Uniti, oggi qui parlereste tutti tedesco o giapponese". Con questa frase, pronunciata guardando dritto negli occhi i leader europei, Donald Trump ha trasformato il World Economic Forum in una sessione di riscossione crediti. Non ha chiesto cooperazione; ha presentato la fattura per 80 anni di protezione militare, e il conto è salato.

I Punti Salienti (per i lettori del Blog):

  1. La Groenlandia e il "Golden Dome": Non è un capriccio immobiliare, ma una questione di sicurezza. Trump vuole l'isola per costruirvi lo scudo missilistico definitivo. "Non puoi difendere ciò che non possiedi", ha detto, liquidando la sovranità danese come un intoppo burocratico. La minaccia: dazi al 10% (già pronti), pronti a salire al 200% su vino e champagne francesi se l'Europa si opporrà.

  2. L'IA è il "Nuovo Petrolio": Una visione puramente estrattiva del futuro. Trump vede l'Intelligenza Artificiale come potenza bruta, energia e dominio economico. La nostra nota ironica: Mentre l'Europa discute di etica e regolamenti, Trump è già pronto a trivellare algoritmi, magari raffreddati con il greggio venezuelano che ha appena "recuperato".

  3. Il Board of Peace: Pagare moneta, vedere cammello. Il nuovo ordine mondiale proposto da Trump bypassa l'ONU. Un "Consiglio per la Pace" dove ogni nazione dovrà versare 1 miliardo di dollari all'anno per restare. E Macron? Escluso, perché "irrilevante".

  4. Dal Ghiaccio Artico alle Strade del Minnesota: In un finale a sorpresa, Trump ha portato i problemi interni americani sul palco globale. Minacciando l'uso dell'Insurrection Act contro le proteste in Minnesota, ha inviato un messaggio chiarissimo: "Se sono pronto a usare l'esercito nelle mie città, immaginate cosa farò per i dazi e la sicurezza nazionale. Nessuna opposizione è tollerata."

  5. La Beffa del Nobel: "Ne merito dieci". Il suo livore contro il comitato norvegese per il mancato riconoscimento è diventato l'ennesima leva personale, legando il suo ego alla geopolitica artica e al "conto" che l'Europa deve pagare.

Conclusione: Trump scende dal podio di Davos lasciando dietro di sé un'Europa gelata, un ordine mondiale in frantumi e un futuro dove la "pace" ha un costo, la sovranità è un'opzione e la forza è l'unico linguaggio universale. Il suo non è un ritorno, ma un'imposizione di nuove regole.

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