Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
Visualizzazione post con etichetta J.F.Kennedy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta J.F.Kennedy. Mostra tutti i post

lunedì, luglio 13, 2020

John F. Kennedy via Losha | 7 luglio 2020






7 luglio 2020 Messaggio trasmesso da John F. Kennedy I miei più amati patrioti - Sono così felice di poter parlare con te in questo momento. Ho aspettato che accadesse questo momento ... in cui siamo così vicini al cambiamento del mondo. Ho visto eventi da lontano ma stavo aspettando il momento giusto per tornare e fornire una serie di messaggi dalla prospettiva che ho attualmente e anche dalle esperienze che ho avuto mentre ero sulla terra molti anni fa. Come la mia musa ha sentito molte volte ultimamente, parte del motivo per cui voglio lasciare questi messaggi è perché ho sperimentato varie lezioni apprese dal passato e vorrei trasmetterle in questo momento in modo che anche altri possano imparare da loro.


C'è così tanto da fare in questo momento nel mondo e soprattutto negli Stati Uniti. Il mio cuore si spezza per vedere così tanto caos, confusione e miseria. Ci sono così tante persone confuse, depresse e molto deluse da come il mondo sembra essere. Vorrebbero sentirsi speranzosi invece che disperati. Vorrebbero sentirsi orgogliosi di ciò che stanno facendo nel momento e vogliono mostrare agli altri che ci sono molte cose su cui essere orgogliosi. In questi giorni ci sono così tante diverse fazioni e opinioni che vengono bandite e le persone si chiederanno cosa possono fare per correggere le cose in questo mondo.


Il mio suggerimento in questo momento è, per coloro che hanno fede e credono in un futuro pieno di speranza, di usare quella fede con fermezza, proprio ora, e di investire il loro tempo e pensieri verso un futuro migliore ... un futuro più positivo. Suggerirei che molti di voi stonino, come si suol dire, gran parte della retorica e dei denigratori che stanno solo cercando di infondere paura e non speranza. Questo è un modo in cui si può determinare chi ascoltare ... e cioè chi fornisce speranza per il futuro. A volte quella speranza potrebbe non essere inizialmente evidente nei messaggi che leggi da alcuni dei tuoi amati patrioti e altri, ma puoi discernere da ciò che stanno dicendo che c'è ancora speranza, incorporata nei loro pensieri e azioni.


Ci sono altre fazioni dei media in cui non c'è alcuna speranza incorporata nei loro pensieri e azioni. Mi disturba molto vedere che anche dopo tutti questi anni da quando sono stato assente, gran parte dei media è sempre la stessa ... se non addirittura peggio, in questo momento. Ci sono volte da quando ero presidente in cui i miei pensieri e le mie azioni non incorporavano la speranza per il futuro quanto avrei voluto. Non ero consapevole come avrei dovuto essere di ciò che le mie azioni e pensieri trasmettevano ai miei elettori ... a quelli che credevano in me.


Ho guardato in questi anni, i vari politici e ciò che stanno dicendo e facendo, e la verità è stata raccontata ... Mi dispiace essere schietto ... ma non hanno detto molto, o fatto molto, per il gente ... per te, i patrioti. Mi dà fastidio il fatto che abbiamo avuto così tanti anni per imparare le nostre lezioni dalla nostra storia un po 'sordida, eppure eccoci qui ... con pochissime lezioni apprese. Tuttavia, dirò che siamo nei momenti più belli in questo momento, anche se al momento non sembra essere il caso. Quelli di voi che sono patrioti, tuttavia, e credono nel futuro promettente dell'America ... sapete nel vostro cuore che sta realmente accadendo, e sta accadendo ora.


Questo futuro pieno di speranza è ciò in cui tutti dobbiamo credere e discutere l'uno con l'altro in modo da poter costruire i nostri numeri per diventare una potente forza in questa lotta letterale del bene contro il male ... e può sembrare un cliché da dire ma posso dirti senza esitazione e con grande gioia, che questa volta "buono" vincerà ... e vincerà alla grande! Penso che lascerò questo particolare messaggio con quel pensiero gioioso in modo che tutti voi patrioti possano anche provare la gioia che sta arrivando, e che arriverà presto. Per favore, persevera nelle tue chiamate individuali sull'America e sul futuro di speranza del mondo perché ognuno di voi ha un ruolo molto importante da svolgere in esso. Credo in tutti voi ... ognuno di voi, moltissimo ... e devo solo dire in questo momento ... Where We Go One, We Go All. Il tuo sempre devoto, Jack.

mercoledì, ottobre 25, 2017

J.F.KENNEDY OSO’ OPPORSI AL SISTEMA BANCARIO E FIRMO’ LA SUA CONDANNA A MORTE !!!




J.F.Kennedy il presidente americano che voleva togliere l’emissione della moneta alla Federal Reserve.L’assassinio di J.F.Kennedy
A ritentare l’ardua impresa di liberare il popolo dalla sudditanza nei confronti dei banchieri
privati ci penso’ un grande presidente USA, John Fitzgerald Kennedy. Anche lui, pero’, esattamente come il suo storico predecessore, venne assassinato per avere osato mettersi contro i piani dell’elite.
Nel 1963, infatti, un decreto presidenziale virtualmente sconosciuto alle masse, ovvero l’Ordine Esecutivo 11110 venne firmato da J.F.Kennedy per impedire alla Federal Reserve Bank di continuare a prestare soldi gravati da interesse al Governo Federale degli Stati Uniti.
Con un semplice autografo, il presidente Kennedy stava quindi per porre fuori combattimento la Federal Reserve Bank e con essa l’elite globale che controlla l’alta finanza.
Se il suo audace progetto andato in porto prima che fossero riusciti ad assassinarlo con la
farsa del terrorista solitario, tutti gli altri Paesi del mondo avrebbero presto seguito l’esempio americano, liberando l’umanita’ dai suoi peggiori parassiti.
Come risultato del suo provvedimento vennero stampati piu’ di quattro milioni di dollari direttamente dal Dipartimento del Tesoro, ma ben poche banconote fecero in tempo a entrare in
circolazione, a causa della sua morte. La nuova moneta statale approvata da Kennedy era stata
emessa come valuta non gravata da interesse e priva di debito, ma con la copertura delle riserve d’argento in possesso della Tesoreria degli Stati Uniti.
Egli tento’ in questo modo di sostituire le banconote della Federale Reserve emesse dalla banca centrale privata con delle banconote di proprieta’ degli Stati Uniti, stampate dalla Tesoreria statale
americana. I suoi provvedimenti di politica estera e monetaria si rivelarono essere gli unici effettivamente in grado di porre fine al problema del debito pubblico, ovvero far rapidamente cessare la guerra con il Vietnam (una delle ennesime guerre volute dall’elite proprio per indebitare il popolo americano) e restituire il pieno esercizio della sovranita’ monetaria allo stato.
Il suo impegno per far abbandonare il Vietnam all’esercito americano entro il 1965 congiuntamente all’ordine esecutivo 11110 avrebbero distrutto i profitti e il controllo dei banchieri sulle nazioni.
Ecco spiegato il vero motivo per cui il presidente Kennedy venne assassinato il 22 novembre del 1963 e le sue ‘banconote del popolo’ furono immediatamente tolte dalla circolazione.
Un delitto che fini’ per costituire anche l’ennesimo monito di avvertimento per tutti i presidenti che gli sarebbero succeduti a non interferire sui meccanismi di controllo della creazione della ricchezza.
Kennedy insomma condivise lo stesso amaro destino di Lincoln e la macchina su cui viaggiava il giorno della sua morte portava ‘guarda caso’ il nome di quest’ultimo. Si trattava infatti di una Lincoln! J.F.Kennedy proveniva da una famiglia tradizionalmente appoggiata dall’elite e quindi conosceva tutti i retroscena piu’ oscuri dell’economia, della guerra e della politica. Anche lui infatti venne eletto grazie ai voti sporchi della mafia e al sua campagna elettorale fu finanziata dai soliti ‘generosi mecenati’ dell’alta finanza: Kennedy si avventuro’ cosi in un pericoloso doppio gioco con l’elite per accedere alla stanza dei bottoni e tentare poi di cambiare il corso della storia.
Le dinamiche dell’omicidio e i depistaggi del processo
I rapporti tra J.F. Kennedy e la CIA si dimostrarono pessimi sin dai primi giorni della sua ascesa alla Casa Bianca. Il presidente sapeva bene che Allen Dulles, ovvero l’allora capo della CIA, era un uomo di fiducia dei poteri forti (in quanto direttamente imparentato con i Rockfeller e uomo d’affari dell’alta finanza) e per questo motivo ne ordino’ la rimozione, insieme ai suoi vicedirettori Charles P. Cabell e Richard Bissell, dichiarando cosi guerra aperta ai servizi segreti e all’elite.
Allen Dulles era stato uno dei finanziatori di Hitler per conto dell’elite e con il suo licenziamento Kennedy cerco’ di neutralizzare il pericolo costituito dai servizi segreti americani frantumandone e riorganizzandone le divisioni operative sotto il controllo di suo fratello Robert in qualita’ di ministro della Giustizia.
Non puo’ stupire il fatto che l’assassinio del presidente Kennedy venne rapidamente attribuito dalla CIA a Lee Harvey Oswald, nonostante esistessero le prove del contrario. L’inchiesta condotta dal procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison, dimostro’ infatti che Oswald non poteva essere ritenuto in alcun modo responsabile di quel delitto, poiche’, come rivelarono le riprese cinematografiche amatoriali effettuate da Abraham Zapruder, Kennedy venne colpito a morte da
proiettili provenienti dal lato anteriore della macchina e non da quello posteriore. Oswald, di conseguenza, non avrebbe mai potuto centrare il presidente dal magazzino di libri dove si era appostato secondo la ricostruzione ufficiale. La verita’ e’ che l’assassinio di Kennedy non fu opera di un pazzo solitario, come i media e le istituzioni ci hanno voluto far credere, ma il lavoro di una
squadra di cecchini professionisti ben addestrati e coordinati tra loro.
Oswald, appena si rese conto di essere stato incastrato dai servizi segreti, si dichiaro’ pronto a far luce sull’intera vicenda in Tribunale, ma prima che riuscisse a parlare venne freddato da un ebreo mafioso di nome Jack Ruby (il cui vero nome era Jacob Rubenstein). Il coinvolgimento della cupola dell’alta finanza ebraica in questo secondo omicidio su commissione comincio’ cosi a palesarsi,
in quanto il mafioso piu’ potente d’America era l’ebreo Meyer Lansky (il cui vero nome era
Majer Suchowlinski). Quest’ultimo fu uno dei promotori del progetto che porto’
alla costruzione di Las Vegas e lavoro’ attivamente per i servizi segreti.
Tra i suoi soci d’affari vi erano dunque tutti i personaggi di spicco della mafia italiana come
Al Capone o Lucky Luciano. Jack Ruby venne a sua volta ucciso (o comunque fatto scomparire di scena) in seguito, per insabbiare tutti i retroscena che avrebbero potuto condurre ai veri mandanti degli omicidi. Ogni volta che la situazione si faceva pericolosa Lansky riparava in Israele, dove godeva di coperture politiche sicure.
Fu proprio uno dei suoi uomini, un certo Mickey Cohen, infiltrato nei circoli hollywoodiani, a presentare Marilyn Monroe a J.F. Kennedy per usarla come agente informatore dell’elite globale.
Del resto, l’ebreo Cohen, oltre ad avere avuto una relazione con l’attrice, era specializzato nel compromettere sessualmente le stelle del cinema per poi ricattarle.
Naturalmente anche lei venne successivamente tolta di mezzo con la messa in scena di un suicidio
per overdose.Cohen peraltro era uno dei collaboratori piu’ stretti di Menachim Begin (noto terrorista divenuto poi presidente d’Israele, lo stato dei Rothschild) e per tale motivo sfrutto’ Marilyn come ‘cavallo di Troia’ per arrivare alla mente di Kennedy e poi riferire informazioni di prima mano ai servizi segreti israeliani. Uno degli incontri tra Cohen e Begin e’ stato poi descritto da Jimmi Fratianno (un capo mafia), detto ‘spione’: ”Dopo il breve discorso (di Cohen), cominciammo a camminare su e giu’ per la stanza, e il rabbino di Mickey ci presenta a un tizio chiamatao Menachin Begin, che e’ il boss dell’Irgun, un’organizzazione criminale clandestina della Palestina. Questo tizio porta una fascia nera al braccio e ci dice che e’ ricercato per avere fatto esplodere una bomba in un hotel dove uccise circa cento persone. E’ un maledetto fuggitivo”
Il procuratore distrettuale Jim Garrison per cercare di inchiodare i veri assasini del presidente chiamo’ a deporre come imputato Clay Shaw (uomo d’affari e agente della CIA). Ad accusarlo si era fatto avanti un supertestimone, che purtroppo venne assassinato prima che potesse parlare al processo. Clay Shaw fu quindi dichiarato innocente, ma in seguito emerse che aveva sempre lavorato per la CIA e che era stato addirittura direttore della Permindex, una societa’ di facciata del Mossad (i servizi segreti israeliani) che operava come ‘unita’ omicidi’. Garrison denuncio’ inoltre la
circostanza che tutti i testimoni oculari dell’assassinio furono minacciati quando esposero una versione dei fatti che non collimava con la versione ufficiale. Inutile aggiungere che durante tutto il corso delle sue indagini, Jim Garrison venne costantemente criticato sia dai principali mass-media che dagli uomini delle istituzioni controllati dall’elite. Peraltro molte delle persone che rilasciarono la loro deposizione alla Commissione Warren, che aveva assunto il controllo delle indagini, affermarono che le loro dichiarazioni erano state alterate!
Si tratto’ di un omicidio di stato, che godeva di coperture politiche e istituzionali di primo piano, un assassinio che portava la firma dell’elite.
Ma, nonostante l’ostruzionismo e i continui depistaggi, ci sono alcuni episodi del caso Kennedy che dimostrano il coinvolgimento dei servizi segreti nell’omicidio oltre ogni ragionevole dubbio.
Dopo l’attentato, infatti, il corpo di Kennedy venne imbarcato su un aereo a Dallas per essere trasportato fino a Washington, dove venne effettuata l’autopsia. Il patologo incaricato di eseguirla venne circondato da pubblici ufficiali durante l’esame del corpo, ma il cervello del presidente (indispensabile per appurare la direzione da cui giunsero le pallottole) spari’ ‘incredibilmente’ dall’obitorio. Moltre altre persone a conoscenza di fatti scomodi legati all’attentato perirono di morte prematura in incidenti automibilistici, sparatorie o nei classici strani suicidi che si verificarono spesso durante indagini di questo tipo. La seconda commissione di inchiesta ufficiale (l’HSCA) dimostro’ inoltre la presenza di un secondo tiratore dalla collinetta (testimoniata da ben 51 persone), rimasto non identificato, che confermo’ l’ipotesi di complotto. Il figlio di Howard Hunt, noto agente CIA coinvolto nello scandalo Watergate, dichiaro’ inoltre che suo padre era nella Dealey Plaza quando Kennedy fu assassinato. E infatti sono state scoperte delle fotografie che lo riprendono insieme a James Earl Ray (lo stesso assassino di Martin Luther King) e Frank Sturgis. Ma allora chi poteva aver condotto una simile operazione di copertura e depistamento delle indagini, se non proprio gli stessi uomini dei servizi segreti al servizio dei poteri forti?
Fonte : Rivelazioni non autorizzate
Tratto da: complottisti